Se siete giunti su queste pagine vuol dire che vi interessa Android, forse avete anche acquistato un terminale che lo supporta e vi state godendo le ottime performance e l'estremo grado di personalizzazione che lo caratterizzano. Se vi siete mai chiesti da dove viene questo sistema operativo e come si sia sviluppato nei suoi quattro anni di vita allora questo speciale fa al caso vostro.Prendendo spunto da un apprezzato speciale pubblicato ormai diversi anni fa sul nostro portale gemello Windows Phone Italy, abbiamo dunque deciso di spiegare a grandi linee tutto ciò che ruota attorno alla creazione ed allo sviluppo del sistema operativo del momento, da dove nasce e dove sta andando, ripercorrendo tutte le principali fasi che ne costituiscono la storia, un percorso per ora breve ma già molto intenso, cercando principalmente di rispondere alla domanda: cos'è Android?.

Android è un sistema operativo open source per dispositivi mobili, basato sul kernel 2.6 di Linux, il "rivale" di Windows tanto amato dagli smanettoni.
A livello tecnico, la piattaforma open source Android è di fatto uno stack, ovvero un set di sottosistemi software, basato sul kernel Linux e che è composto da applicazioni Java che vengono eseguite su uno speciale framework, basato anch'esso su Java e orientato agli oggetti, a sua volta eseguito su un nucleo costituito da librerie Java eseguite tramite la macchina virtuale Dalvik, specifica per dispositivi mobili, dotata di compilatore just-in-time (JIT).
Diversi sono i componenti che compongono le librerie, sviluppate in linguaggio C: un surface manager, un framework multimediale OpenCore, un sistema a database relazionali SQLite, API grafiche 3D OpenGL ES 2.0, un motore grafico e di layout basato su WebKit, un motore grafico SGL, SSL ed una libreria libc Bionic, libreria standard per C basata in gran parte su BSD.
In sintesi, come spiegano i "testi sacri" sull'argomento, il sistema operativo Android è composto in tutto da 12 milioni di righe di codice che comprendono 3 milioni di righe di XML, 2,8 milioni di righe di C, 2,1 milioni di righe di Java e 1,75 milioni di righe di C++.
Una delle caratteristiche più evidenti di Android, come vedremo in seguito nel dettaglio, è il fatto che le sue diverse versioni sono indicate a livello ufficiale con un numero di versione secondo gli standard informatici ma che alla fine queste vengono di preferenza distinte per il proprio "codename", tradizionalmente ispirato alla pasticceria e rigorosamente in ordine alfabetico: Cupcake (Android 1.5), Donut (1.6), Eclair (2.0/2.1), Froyo (ossia Frozen Yogurt, 2.2), Gingerbread (2.3/2.4), Honeycomb (3.0), Ice Cream Sandwich e così via.
Android fu sviluppato inizialmente nel 2003 da una startup californiana di nome Android, Inc., fondata da Andy Rubin, Rich Miner, Nick Sears e Chris White. Siamo agli inizi del nuovo millennio, ogni telefonino ha il proprio sistema operativo chiuso e gli smartphone più evoluti sono quelli prodotti da Palm e quelli con a bordo Windows Mobile.
In questo scenario, la visione di Andy Rubin era di creare un sistema operativo aperto, basato su Linux, conforme agli standard, con un'interfaccia semplice e funzionale che mettesse a disposizione degli sviluppatori strumenti efficaci per la creazione di applicazioni. E soprattutto, a differenza di tutti gli altri sistemi operativi sul mercato, la sua adozione doveva essere gratuita.
La svolta arriva nel luglio del 2005 quando Google acquista Android, Inc. trasformandola nella Google Mobile Division con a capo sempre Andy Rubin. L'acquisizione fornì a Rubin i fondi e gli strumenti per portare avanti il suo progetto. Il passo successivo fu la fondazione nel novembre dello stesso anno della Open Handset Alliance (OHA).

L'Open Handset Alliance, capeggiata da Google, è formata da 35 membri fra cui troviamo operatori telefonici come Vodafone, T-Mobile, Telecom Italia; produttori di dispositivi mobili come HTC, Motorola, Samsung; produttori di semiconduttori come Intel, Texas Instruments, Nvidia; compagnie di sviluppo software e di commercializzazione. Il loro scopo è di creare standard aperti per dispositivi mobili.
2007: la nascita di Android
Il 5 novembre 2007 L'Open Handset Alliance viene istituita ufficialmente e presenta il sistema operativo Android. Qualche giorno dopo verrà rilasciato anche il primo Software Development Kit (SDK) per gli sviluppatori che include: gli strumenti di sviluppo, le librerie, un emulatore del dispositivo, la documentazione, alcuni progetti di esempio, tutorial e altro.
Nel giugno del 2007 è arrivato sul mercato il primo iPhone di Apple che ha rivoluzionato il modo concepire gli smartphone. In molti si aspettavano che Google rispondesse con un proprio smartphone per cui la sorpresa fu grande quando presentò un intero ecosistema, un sistema operativo capace di funzionare su molti dispositivi diversi tra loro.
Al momento del lancio Android presentava un numero molto ridotto di applicazioni: un browser basato su webkit, una rubrica e un calendario sincronizzati con gmail e poco altro. Per invogliare i programmatori a cimentarsi con questa nuova piattaforma, Google istituì nel gennaio del 2008 un concorso con un montepremi di 10 milioni di dollari per le migliori 50 applicazioni.
T-Mobile G1 (HTC Dream), il primo smartphone Android
Ad agosto del 2008 viene presentata la versione 0.9 dell'SDK di Android sulla cui base l'operatore T-Mobile annuncia il primo smartphone con sistema operativo Android: il T-Mobile G1. Questo terminale, che in Italia sarà conosciuto come HTC Dream, raggiunse il mercato americano nel settembre del 2008: se ne vendettero 1 milione nei primi 60 giorni.

Il T-Mobile G1 è uno smartphone con display TFT da 3,2 pollici touchscreen, un processore da 528 MHz, 256 MB di ROM e 192 MB di RAM. Ha una tastiera fisica QWERTY a scomparsa a 5 righe che costituisce l'unico metodo di input. La tastiera software verrà introdotta solo con Android 1.5 ad aprile del 2009.
A differenza di quanto avviene con l'iPhone, Android punta da subito alla personalizzazione dell'interfaccia. Nasconde alla vista l'elenco delle applicazioni instalate lasciando libero l'utente di configurare a suo piacimento le schermate a sua disposizione con widget, shortcut a programmi e cartelle.
Analogamente ad Apple anche qui è presente un'app store, l'Android Market. A differenza dell'iPhone il sistema di notifiche non è gestito tramite pop-up ma tramite un menù a tendina che scende dall'alto. Il multitasking è pienamente supportato, tenendo premuto il tasto home compare un elenco delle ultime applicazioni aperte che permette di passare dall'una all'altra.
Android 1.5 "Cupcake"
La versione Android 1.0 presente a bordo di questo terminale è ancora un sistema operativo acerbo. Mancano le API per il Bluetooth (funziona solo l'auricolare), la tastiera virtuale e le API per GTalk. Lo sviluppo del software avviene però a ritmi vertiginosi e nell'aprile del 2009 viene rilasciato l'SDK di Android 1.5 chiamato anche Cupcake.
A partire da questa versione Google prenderà l'abitudine di assegnare ad ogni versione del suo sistema operativo il nome di un dolce, procedendo in ordine alfabetico. Farà anche allestire delle statue nel cortile del suo quartier generale per celebrare il rilascio di ogni versione.
Cupcake presenta delle novità sostanziali per Android. Oltre alla già citata tastiera virtuale dà la possibilità di scattare foto e registrare filmati caricandoli direttamente su Picasa o Youtube, introduce il riconoscimento vocale, migliorava i widget e le animazioni tra le schermate. Fornisce le API per lo sfruttamento dell'accelerometro e il Bluetooth stereo.

Il secondo telefono a montare il sistema operativo Android è stato HTC Magic, presentato durante il Mobile World Congress di Barcellona del 2009.
L'hardware di questo terminale è simile a quello del Dream, è raddoppiata la quantità di memoria ROM e il display è da 3 pollici. La maggiore differenza consiste nell'assenza della tastiera fisica.

Il primo smartphone Android non prodotto da HTC ad uscire sul mercato è stato il Samsung Galaxy i7500. Anche su questo terminale gira Android 1.5, ha un display AMOLED da 3,2 pollici e una fotocamera da 5 Megapixel con flash e tasto di scatto dedicato. Scompare la trackball presente nei due telefoni precedenti, sostituita da un pad a 5 direzioni.
Da allora abbiamo assistito ad una vera invasione di telefoni Android di tutte le marche, forme e dimensioni. Molti di questi dispositivi sono in vendita solo in determinate nazioni e non raggiungono i mercati esteri. È quasi impossibile contarli tutti, per farsi un'idea basta guardare i filmati dello stand Android del MWC di quest'anno in cui sono stati messi in mostra.

Android 1.6 "Donut"
Nel settembre del 2009 viene rilasciato Android 1.6 Donut. Si tratta di una release minore che migliora la funzione integrata di ricerca rendendola trasversale ed estendendola a tutti i dati del terminale.
Su Donut viene migliorata inoltre la velocità della fotocamera e della videocamera ed aggiornata l'interfaccia della galleria e dell'app store Android Market.
Android 2.0/2.1 "Eclair"
Nel novembre del 2009 viene rilasciato Android 2.0 Eclair. Si tratta di un aggiornamento importante per il SO di Google che permette l'integrazione dei contatti con Facebook e Twitter. Le immagini dei contatti vengono prese direttamente da Facebook e cliccandoci sopra appare un piccolo menù che presenta tutti i modi in cui possiamo contattare la persona.
Nella fotocamera troviamo zoom digitale, scene mode, bilanciamento del bianco, effetto sui colori e macro focus. La tastiera virtuale diventa multitouch e con un dizionario più ricco. Il browser permette lo zoom con il doppio tap ed è garantita la piena adesione allo standard HTML5. Finalmente arrivano le API per utilizzare direttamente il Bluetooth all’interno delle applicazioni.
Fa la sua comparsa Google Navigator, il navigatore satellitare turn by turn integrato in Google Maps. Ed ancora: supporto alla sincronizzazione di account multipli gmail; supporto ad altre dimensioni dello schermo e supporto ad Exchange. Vengono introdotti i live wallpaper.

Il primo telefono ad uscire con installato Android 2.0 "Eclair" è stato il Motorola MILESTONE, nome europeo del Motorola Droid. Si tratta del primo telefono Android che ha potuto beneficiare di una campagna di marketing massiccia negli Stati Uniti.
Dopo qualche mese verrà rilasciato un aggiornamento minore ad Android 2.1 che manterrà il nome Eclair, trattandosi di una minor release.

Il debutto del Google Nexus One
Il gennaio del 2010 vede la comparsa negli Stati Uniti del Nexus One, il primo telefono alla cui realizzazione Google abbia partecipato direttamente. Si tratta di un terminale SIM-free, indipendente dai vari operatori telefonici. Google ha provato a venderlo direttamente da un proprio sito Internet, scavalcando sia gli operatori che i rivenditori fisici come in sostanza avviene in Europa, ma l'operazione non ha funzionato trattandosi di una novità assoluta per il mercato statunitense.
Tecniche di vendita a parte, il Nexus One è un terminale di svolta. Google lo indica come telefono di riferimento per gli sviluppatori, fornendolo anche in regalo durante il suo Bootcamp I/O. Con un processore Snapdragon da 1 GHz e 512 MB di RAM ha l'obiettivo di elevare lo standard dell'hardware degli smartphone della futura generazione. In questo riesce nel suo intento.
Android 2.2 "Froyo"
Il 20 maggio 2010 esce l'aggiornamento a Android 2.2 "Froyo". Grazie ad un nuovo compilatore Dalvik JIT si riescono ad ottenere prestazioni circa 7 volte superiori rispetto a quelli di Android 2.1 Eclair: i programmi si aprono più velocemente e il sistema è molto più fluido. Grazie all'Engine V8 Javascript, lo stesso di Chrome, la navigazione in internet è fulminea.
Viene introdotto il tethering Wi-Fi e USB che trasformano gli smartphone in hotspot mobili che condividono la connessione con altri dispositivi. Le applicazioni del Market hanno la possibilità di aggiornarsi automaticamente (auto-update) e adesso possono essere installate sulla memoria card per risparmiare la memoria interna.
C'è il pieno supporto ad Adobe Flash Player per tutti i siti internet che ne fanno uso. La tastiera virtuale supporta più lingue indipendentemente da quella impostata nel terminale. Viene introdotta la funzione send to phone per inviare contenuti dal browser del PC direttamente allo smartphone.

Android 2.3 "Gingerbread"
Nel dicembre del 2010 viene introdotto Android 2.3 "Gingerbread". Il primo telefono a farne uso è il secondo esponente della famiglia Nexus, il Samsung Nexus S. Alcune ottimizzazioni del codice rendono Gingerbread ancora più veloce. Oltre ad un generale restyling dell'interfaccia troviamo il supporto alla tecnologia Near Field Communication (NFC) sia in lettura che in scrittura.
La tastiera virtuale è stata ridisegnata risultando molto più veloce; il meccanismo del copia e incolla è reso più agevole e i giochi possono sfruttare nuovi driver che migliorano l'accelerazione hardware. Il supporto alle telefonate via internet è adesso integrato nel sistema tramite i protocolli SIP e VOIP.
Il Nexus S è stato accolto con un po' di scetticismo perché, a differenza del Nexus One, non ha presentato nessuna rivoluzione hardware clamorosa puntando invece sulla massima ottimizzazione con il software. La presenza di un processore dual-core sul nuovo terminale di riferimento per gli sviluppatori non sarebbe stata giustificata, in quanto Gingerbread non lo supporta.
Gingerbread è stato caratterizzato dal rilascio di numerose versioni intermedie minori, come la 2.3.5 che dovrebbe essere l'ultima resa disponibile in ordine di tempo.
Android 3.0 "Honeycomb"
Nel gennaio del 2011 Google ha lanciato Android 3.0 "Honeycomb", un sistema operativo sviluppato appositamente per i tablet. Nel settembre del 2010 Samsung aveva creato il suo primo tablet, il Samsung Galaxy Tab, che però montava Android 2.2 FroYo chiaramente non ottimizzato per dispositivi del genere.
Il primo dispositivo a montare Android 3.0 Honeycomb è stato il Motorola XOOM, messo in vendita negli Stati Uniti il 22 febbraio 2011. Questa nuova versione del sistema operativo mette al bando ogni tasto fisico, sostituendoli con tre tasti virtuali presenti nell'angolo in basso a sinista a prescindere dall'orientamento del tablet.
Il multitasking adesso sfrutta delle immagini di anteprima delle applicazioni aperte e il sistema delle notifiche è stato ulteriormente migiorato spostandolo nell'angolo in basso a destra. Sono stati rivisti anche i widget che sfruttando il maggiore spazio a disposizione riescono a mostrare la maggior parte delle informazioni utili senza dover aprire l'applicazione.
È stato implementato il supporto nativo alle videochiamate, all'accelerazione grafica hardware e ai processori multi-core. Molte applicazioni sono state ridisegnate, come pure il Market. In alto a destra è presente una barra delle azioni dinamica il cui contenuto cambia in base all'applicazione che si sta utilizzando.
Android 3.1 "Honeycomb"
Durante la conferenza Google I/O 2011, che si è tenuta all'inizio di maggio del 2011, è stato annunciato l'aggiornamento di Android Honeycomb alla versione 3.1. L'aggiornamento non introduce nuovi elementi ma migliora diversi aspetti caratteristici di questo sistema operativo per tablet.
Il primo miglioramento riguarda il task switcher che gestisce il multitasking: prima limitato alle ultime 5 applicazioni, adesso mostra tutte le ultime applicazioni aperte. Alcune applicazioni saranno ancora aperte, altre potranno essere state chiuse ma verranno riaperte immediatamente nel caso fossero selezionate. Il sistema provvederà automaticamente a gestire la memoria disponibile così che l'utente non si vedrà mai costretto a forzare la chiusura di un'applicazione.
Il secondo miglioramento riguarda i widget a scorrimento introdotti con Android Honeycomb, che adesso potranno essere ridimensionati a piacere per mostrare un maggior quantitativo di dati senza dover aprire l'applicazione vera e propria.
Il terzo miglioramento riguarda le porte USB dei tablet che adesso Android gestirà nativamente come USB Host, così da poter gestire un gran numero di periferiche come tastiere, mouse, fotocamere e controller di gioco.

Android 3.2 "Honeycomb"
Dopo la rivelazione dei primi dettagli su Android 3.2 "Honeycomb", si è poi saputo con maggiore precisione che questa nuova release, annunciata a brevissima distanza dal rilascio della precedente Android 3.1, di fatto ottimizza le prestazioni di Android sui tablet con display da 7", introducendo al contempo il supporto per i processori Qualcomm, che cercano di imporsi come rivali delle CPU NVIDIA Tegra 2, attualmente le più utilizzate sui tablet Android.
Questa versione incrementale aggiunge inoltre nuove funzionalità per utenti e sviluppatori, come il supporto per una più vasta gamma di risoluzioni per i display e per il caricamento di contenuti multimediali dalle memory card, una nuova modalità Smart Zoom (o "zoom-to-fill") per eseguire le app sempre a schermo intero e nuove API per lo schermo, specifiche per gestire in modo più preciso l'interfaccia utente.
Android 4.0 "Ice Cream Sandwich"
Nel corso della stessa conferenza era stato annunciato il nome della successiva versione del sistema operativo Android: si chiamerà Ice Cream Sandwich e avrà il compito di unificare sotto un unico sistema operativo tutti i futuri dispositivi Android siano essi smartphone, tablet o altro.
Ice Cream Sandwich erediterà le caratteristiche migliori di Android Honeycomb: l'interfaccia utente olografica, il launcher, l'interfaccia del multitasking, i widget arricchiti e le applicazioni avanzate. Anche la action bar saprà adattarsi allo spazio disponibile del display dei nuovi terminali.

L'atteso annuncio ufficiale di Android 4.0 ICS è poi stato dato da Google il 19 ottobre 2011 in occasione di un evento svoltosi a Hong Kong, durante cui è stata presentata la nuova versione di Android (la 4.0.1) ma anche il primo modello di smartphone su cui avrebbe debuttato: il Samsung Galaxy Nexus, un telefono realizzato per Google dal colosso sudcoreano precedentemente conosciuto come Nexus Prime.
Numerose sono le novità presenti su Android 4.0 tra cui numerose ottimizzazioni all'esperienza d'uso con un'interfaccia che unisce le migliori caratteristiche di Honeycomb e Gingerbread, dotata di supporto per l'accelerazione hardware, e adatta alcune caratteristiche, come l'area di notifica, ai display di diversa grandezza.
Migliorie sono state apportate anche alla fotocamera ed al comparto video ed alla parte "social" della piattaforma promossa di Google, alla sicurezza (con la funzione "Face Unlock" che sblocca il telefono solo se riconosce il viso del proprietario).
Su Ice Cream Sandwich debuttano inoltre le funzioni Android Beam, per lo scambio a corto raggio di informazioni per contatto, i widget ridimensionabili (caratteristica già presente su Android 3.1 per tablet ma ora disponibile su smartphone) ed il supporto Wi-Fi Direct.
Al rilascio di Android 4.0.1 è poi seguito quello di Android 4.0.2 e di Android 4.0.3, avvenuto rispettivamente il 28 novembre ed il 16 dicembre 2011.

Android 4.1 Jelly Bean
Durante la prima giornata della conferenza Google I/O 2012 è stato presentato Android 4.1 Jelly Bean. Sviluppato partendo da Ice Cream Sandwich l'intento principale è quello di rendere il sistema operativo molto più fluido e veloce combattendo qualsiasi rallentamento. Questo intento si è conretizzato all'interno del cosiddetto Project Butter che prevede: triplo buffering delle immagini, CPU input boost per risvegliare all'istante il processore a piena potenza quando si verifica un'interazione e la predizione di dove avverrà il prossimo tocco delle nostre dita per limare anche i millisecondi.

Le modifiche più grandi riguardano le notifiche, che subiscono cambiamenti sia visivi che funzionali. Le notifiche adesso si potranno espandere usando due dita per rivelare un quantitativo maggiore di informazioni come il testo di un messaggio o un'immagine. Sarà possibile attivare delle funzioni contestuali alle notifiche, per esempio commentando un post su Google+ fa richiamare un numero nel caso di una chiamata persa.

In ambito multimediale è stata introdotta la possibilità di visualizzare immediatamente le foto scattate direttamente all'interno dell'applicazione della fotocamera. E' stato migliorato il dizionario predittivo della tastiera standard ed è stato aggiunto il supporto a 18 nuove lingue tra cui quelle con senso di scrittura da destra verso sinistra come l'arabo o l'ebraico.
Sulle schermate è possibile notare il riassemblamento automatico degli elementi già presenti per fare posto a nuovi widget e la possibilità per questi ultimi di essere ridimensionati automaticamente a seconda dello spazio disponibile. Il processo di dettatura vocale adesso funziona anche offline in assenza di connessione internet.
Android Beam permette l'accoppiamento automatico con i dispositivi Bluetooth supportati e permette di trasferire files più velocemente tra i dispositivi proprio tramite Bluetooth.
Le funzioni di ricerca sono state rese ancora più potenti. Sfruttando la tecnologia del Knowledge Graph di Google, Jelly Bean è in grado di fornire risposte di senso compiuto alle domande degli utenti oltre ai classici risultati di ricerca. Jelly Bean non si accontenta di rispondere alle domande che gli vengono poste ma le anticipa grazie a Google Now: sfruttando i dati della nostra cronologia di ricerca, la nostra posizione e gli impegni segnati su Google Calendar compariranno automaticamente delle schede con informazioni utili al contesto in cui ci troviamo: per esempio risultati sportivi della nostra squadra preferita, percorsi alternativi per evitare il traffico verso il lavoro, ritardi sul volo che dobbiamo prendere e conversione della valuta, fuso orario casalingo e traduttore se ci troviamo all'estero. Tutto automaticamente senza la necessità di effettuare la ricerca manualmente.

Durante la prima giornata del Google I/O 2012 è stato presentato Nexus 7, un tablet da 7 pollici prodotto da ASUS per Google e il primo dispositivo a uscire nativamente con Android 4.1 Jelly Bean. Questo tablet si pone come strumento hardware perfetto per la fruizione dei contenuti di Google Play Store e accompagna l'introduzione in quest'ultimo delle nuove categorie per le riviste, le serie TV e i film in vendita oltre che a noleggio.
L'interfaccia di Android Jelly Bean su Nexus 7 ha molti più elementi in comune con gli smartphone piuttosto che con quella tipica dei tablet che si era vista da Honeycomb in poi.

Nel corso della conferenza è stato presentato un altro dispositivo hardware, questa volta pensato per l'utilizzo nei nostri salotti: il Nexus Q. Si tratta di un dispositivo votato allo streaming sociale che si collega tramite cavo HDMI al nostro televisore o tramite collegamento ottico o digitale al nostro impianto stereo per trasmettere in streaming musica, film o video da Youtube prelevandoli direttamente dal nostro account Google. Nexus Q è comandato direttamente tramite smartphone o tablet Android e ogni persona nella stanza può aggiungere nuovi contenuti multimediali alla coda di riproduzione prendendoli dal proprio account Google.
Android 4.2 Jelly Bean
Questa nuova versione del sistema operativo di Goole lanciato alla fine di ottobre rappresenta, come la numerazione lascia presagire, un'evoluzione rispetto alla precedente, tanto che il nome in codice rimane inalterato. L'evento di lancio previsto è stato annullato a causa dell'uragano Sandy che si è abbattuto su New York per cui le novità sono state pubblicizzate solo sui siti ufficiali e tramite interviste a giornali online americani.

La novità più appariscente si trova senza dubbio nei comandi della fotocamera, totalmente ridisegnati. I controlli non si trovano più in sovraimpressione ai lati dell'inquadratura ma appaiono in un nuovo menu circolare solo quando teniamo premuto il dito contro un punto qualsiasi dello schermo, come mostrato dall'immagine sovrastante. Se questo consente la gestione rapida dei controlli con una sola mano, l'adozione del pinch to zoom per gestire lo zoom della fotocamera richiede uno sforzo maggiore rispetto al passato.
La seconda novità apportata alla fotocamera riguarda l'introduzione della modalità Photo Sphere che ci guiderà nella creazione di un'immagine sferica composta da numerose foto attigue con risultati simili a quanto sperimentabile in Google Street View.
Altre modifiche riguardano l'aggiunta della possibilità di scorrere con il dito sulla tastiera per comporre i testi, come avviene con l'applicazione Swype e l'aggiunta della funzionalità Daydream che permette di visualizzare numerosi tipi di immagini o contenuti quando il terminale è collegato all'alimentazione o posizionato in un dock compatibile. L'innovativo ed esclusivo servizio Google Now è stato arricchito con nuove schede oltre ad avere accesso al contenuto delle nostre caselle Gmail in modo da poter, per esempio, generare automaticamente delle schede con i dati di conferma di voli e alberghi.

Il sistema delle notifiche è stato arricchito e differenziato. Oltre alle normali notifiche è stata introdotta una seconda tendina contenente il nostro account e i comandi usati più di frequente, come la regolazione della luminosità o la gestione del Wi-Fi. Negli smartphone si accede alla seconda tendina tramite un tasto posto all'ancolo in alto a destra della normale tendina; nei tablet invece sono state separate: tirando giù la tendina nella metà sinistra dello schermo avremo quella tradizionale, nella metà destra avremo la nuova tendina con i comandi veloci e l'accesso alle impostazioni generali. Per i tablet è stata inoltre prevista la possibilità di impostare account secondari multipli, ognuno con sfondi applicazioni e contenuti e impostazioni separati. L'account principale deciderà a quali elementi potranno avere accesso i vari account secondari.

L'ultima novità è probabilmente la più controversa e riguarda la possibilità di inserire widget nella schermata di sblocco del terminale, così da poter consultare delle informazioni come eventi del calendario, messaggi o previsioni meteo senza dover necessariamente sbloccare il dispositivo.

Oltre alle novità software insieme ad Android 4.2 Jelly Bean sono stati lanciati due nuovi terminali della famigia Nexus: lo smartphone Nexus 4 prodotto da LG Electronics e il tablet Nexus 10 prodotto da Samsung.
Il primo è caratterizzato da un display da 4,7 pollici WXGA True HD IPS Plus con risoluzione di 1280x768 pixels, processore quad core Qualcomm Snapdragon S4 Pro da 1.5 GHz, 2 GB di RAM, fotocamera posteriore da 8 Megapixel, fotocamera anteriore da 1.3 Megapixel, batteria non rimovibile da 2100 mAh e 139 grammi di peso.
Il secondo invece possiede un display da 10 pollici PLS con risoluzione di 2560x1600 pixel protetto da Gorilla Glass 2, un processore dual core ARM Cortex A15 accompagnato da una GPU quad core Mali T604 e 2 GB di RAM. Ha una fotocamera posteriore da 5 Megapixel e una anteriore da 1,9 Megapixel. La batteria è da 9000 mAh e il peso di soli 604 grammi.
Approfondimenti: Sito web Android; sito web Open Handset Alliance
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