Speciale Google I/O 2011 Day one: aggiornamento di Honeycomb, Ice Cream Sandwich, Google Movie, Google Music e molto altro

Logo di Google I/O 2011Ieri al Moscone Center di San Francisco si è svolta la prima giornata del Google I/O, la conferenza annuale che Google dedica agli sviluppatori e in cui fa il punto sui suoi tanti progetti presenti e futuri. La conferenza di quest’anno era incentrata su tre punti cardine: momentum, mobile e more.
Ad apertura della conferenza Vic Gundotra accoglie le 5000 persone presenti nella sala e saluta gli spettatori in teleconferenza da tutto il mondo. Dà quindi la parola a Hugo Barra, che fa il punto sulla breve storia del sistema operativo Android ricordando come appena due anni e mezzo fa esisteva solo il T-Mobile G1, un unico smartphone, con un unico operatore in un solo paese.

Entrata della conferenza Google I/O 2011
Da quell’unico esemplare, Android ha avuto una crescita esponenziale arrivando allo sviluppo attuale che vede 100 milioni di dispositivi Android attivati nel mondo, 36 diversi costruttori, 215 operatori telefonici, 415.000 sviluppatori di applicazioni, 310 diversi modelli di terminali venduti in 112 nazioni e 400.000 attivazioni al giorno.

Le applicazioni presenti nel Market sono arrivate a quota 200.000 e in totale sono state scaricate 4,5 milioni di applicazioni dal Market, l’ultimo milione dei quali in appena 60 giorni. Sono numeri molto importanti che fanno capire come l’ecosistema Android sia in piena salute e in fase di sviluppo.

Android Honeycomb aggiornato alla versione 3.1
Terminata la fase dedicata al momentum, la parola passa a Mike Claren che inizia a parlare dell’argomento mobile. Per prima cosa viene annunciato l’aggiornamento di Android Honeycomb che passa dalla versione 3.0 alla 3.1. L’aggiornamento è disponibile da subito per il Motorola Xoom di Verizon e verrà diffuso nelle prossime settimane agli altri tablet e operatori.

Questo aggiornamento porta con se diverse migliorie, a cominciare dal miglioramento del task switcher per il multitasking, adesso non più limitato alle ultime cinque applicazioni ma esteso a tutte le ultime applicazioni aperte. Alcune di esse saranno ancora in funzione, altre potrebbero essere state chiuse nel frattempo e in quel caso verrebbero riaperte.

Il sistema si occuperà di gestire la memoria disponibile in modo automatico, chiudendo le applicazioni quando serve, in modo che l’utente non rimanga mai a corto di RAM o sia costretto a chiudere di persona un’applicazione.

Il secondo miglioramento riguarda i widget scrollabili di Honeycomb che adesso potranno essere ridimensionati a piacere per visualizzare un maggior quantitativo di dati senza dover necessariamente aprire l’applicazione vera e propria.

L’ultimo miglioramento annunciato trasforma le porte USB dei tablet in USB Host, il sistema operativo sarà quindi in grado di supportare in maniera nativa un gran numero di periferiche esterne come tastiere, mouse, fotocamere e persino controller di gioco di console. Per dimostrarlo è stato attaccato un controller di Xbox 360 a un Motorola Xoom.

Tutti questi aggiornamenti che traghettano Android Honeycomb dalla versione 3.0 alla versione 3.1 saranno disponibili anche per Google TV, che avrà anche accesso ad Android Market. Il software development kit per Google TV sarà lo stesso di quello per Honeycomb. I set top box già esistenti riceveranno un aggiornamento di sistema.

Nuovi set top box per Google TV già aggiornati ad Android Honeycomb 3.1 saranno presto messi in commercio da Sony, Vizio, Logitech e Samsung.

L’aggiornamento ad Android Honeycomb 3.1 è stato già reso disponibile per i tablet Motorola Xoom dell’operatore americano Verizon e verra progressivamente diffuso agli altri tablet nel corso delle prossime settimane.

Il logo di Android Ice Cream Sandwich 
 L’intenzione di Google è quella di avere un solo sistema operativo per tutti i dispositivi mobili: quel sistema operativo sarà Ice Cream Sandwich e vedrà la luce nell’ultimo quarto del 2011. Google vuole prendere le caratteristiche migliori di Honeycomb e renderle utilizzabili su ogni tipo di dispositivo.

Ice Cream Sandwich erediterà da Honeycomb l’interfaccia utente olografica, il laucher, il sistema di multitasking, i widget arricchiti e le applicazioni avanzate. Tutto ciò sarà reso possibile tramite un framework avanzato per le applicazioni e un nuovo insieme di API che consentiranno alle applicazioni di adattarsi a dispositivi di dimensioni diverse.

Anche l’action bar si adatterà per sfruttare al meglio lo spazio disponibile e verranno rilasciati nuovi tool di sviluppo. Dal palco hanno tenuto a sottolineare che Ice Cream Sandwich sarà open source, in risposta alle polemiche che si sono scatenate quando Google ha deciso di non rendere disponibile il codice sorgente di Honeycomb.

Sarà possibile noleggiare film nell'Android Market 
A questo punto l’attenzione si è spostata sulle nuove offerte multimediali di Google. Dopo aver portato i libri sull’Android market, questa volta tocca ai film con il servizio Movie Rentals. Sarà possibile noleggiare uno delle migliaia di film a disposizione ad un prezzo a partire da 1,99 dollari. Il film sarà disponibile per 30 giorni e una volta iniziato si avranno 24 ore di tempo per visionarlo.

La visione del film avviene in streaming, ma nel caso non potessimo disporre di una connessione ad internet per tutta la sua durata, sarà possibile “appuntare” il  film scaricandolo in background e rendendolo disponibile anche quando il nostro terminale è offline.

Tutti i film che noleggeremo saranno collegati al nostro account per cui potremo utilizzare un qualsiasi dispositivo Android per vederlo. A tal proposito è stata creata l’applicazione Movie app, compatibile con dispositivi Android a partire da 2.2 FroYo in su.

A questo punto è il momento di Music Beta by Google, il nuovo servizio di streaming musicale che permette di caricare online fino a 20.000 canzoni tramite due programmi sviluppati per Windows e Mac. Si possono caricare cartelle contenenti canzoni oppure esportare musica direttamente da iTunes o Windows Media Player, in quest’ultimo caso verranno inclusi anche voti e playlist.

Come avviene per i libri e i film, anche la musica è legata al proprio account e accessible da diversi dispositivi. Sarà possibile conservare nella cache le ultime tracce ascoltate e appuntare le nostre canzoni preferite per l’ascolto offline.

Anche per Google Music è stata realizzata un’applicazione compatibile con i dispositivi montanti Android 2.2 FroYo o versioni superiori. Al momento il servizio è attivo solo negli Stati Uniti e su invito e rimarra gratis finché sarà in beta.

Dopo la parentesi cinematografica e musicale l’attenzione ritorna al sistema operativo Android vero e proprio con l’annuncio della formazione di un consorzio di produttori e operatori telefonici simile a quello che ha dato vita all’Open Handset Alliance.

Fanno parte di questo consorzio Verizon, HTC, Samsung, Sony Ericsson, Sprint, LG, T-mobile, Vodafone, Motorola e At&T, mentre altri si aggiungeranno in seguito. Il loro scopo è fornire delle linee guida sui tempi entro cui i nuovi terminali riceveranno gli aggiornamenti di sistema una volta che verrà rilasciata una nuova versione di Android.

Dovranno inoltre stabilire per quanto tempo verranno aggiornati i futuri terminali. Per quanto riguarda i nuovi terminali che verranno prodotti dagli appartenenti a questo consorzio si prevede un supporto della durata di 18 mesi, se le caratteristiche hardware lo permettono.

Si tratta di un passo molto importante per combattere la frammentazione dell’ecosistema di Android e fornire maggiore sicurezza agli utenti lasciati finora in totale balia dei singoli produttori senza poter avere la certezza se il proprio terminale riceverà aggiornamenti e dopo quanto tempo.

Android Open Accessory 
L’ultima parte della conferenza, dedicata a more, apre una porta sul futuro del sistema operativo Android, destinato ad estendersi molto più che a soli smartphone e tablet. La prima dimostrazione viene effettuata tramite una bicicletta da palestra. Collegata ad uno smartphone Android la bicicletta lancia un’applicazione chiamata Cardioquest.

Se l’applicazione non fosse stata presente nello smartphone allora si sarebbe aperto automaticamente il Market sulla pagina dell’applicazione. Cardioquest fa partire un gioco in cui un piccolo androide deve volare attraverso un tunnel e la sua altitudine è legata alla velocità di pedalata. Al momento il collegamento con la bicicletta avviene solo via USB ma in futuro verrà supportato anche il Bluetooth.

Android apre le porte anche ai produttori di hardware, con un kit di sviluppo che si appoggia al sistema di componentistica hardware open source Arduino. Il nome di questo nuovo progetto è Android Open Accessory e sarà privo di costi e di controlli di validazione.

La successiva dimostrazione introduce il progetto Android at Home con cui Google entra nel mondo della domotica. Sul palco si mostrano alcune lampade a LED controllate tramite un’applicazione su un tablet. Le prime lampadine LED compatibili con Android verranno messe sul mercato già entro quest’anno.

Quindi si passa al Project Tungsten in cui dei cubi con luci cangianti sempre connessi alla rete si occupano di sincronizzare la musica nei diversi ambienti della casa accedendo al servizio in streaming di Google Music. Un altro accessorio a forma di sfera invece, sfrutta un tag NFC presente in un CD per aggiungere quell’album nella nostra collezione semplicemente tramite un tocco del CD sulla sfera.

A conclusione della prima giornata viene mostrato sul palco il Samsung Galaxy Tab 10.1 con a bordo Android 3.0 Honeycomb. Ognuno dei 5000 partecipanti a questa conferenza ne riceverà uno in regalo, come da tradizione da parte di Google.

Dopo 50 minuti pieni di contenuti si conclude la prima giornata di Google I/O al Moscone Center di San Francisco. L’appuntamento è rimandato al giorno successivo in cui ci dovrebbero essere ulteriori annunci, questa volta legati in modo particolare all’Android Market

Approfondimenti: sito ufficiale di Google I/O 2011

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