Google ha presentato ufficialmente i primi smartphone Android One

Logo di Android OneDopo averne illustrato il progetto per la prima volta alla conferenza Google I/O 2014, la casa di Mountain View ha svalto ufficialmente la prima famiglia di smartphone Android One per l’India.

Le aziende Micromax, Spice e Karbonn produrranno questi smartphone dual SIM dotati di display da 4,5 pollici, processore quad core MediaTek da 1.3 GHz, 1 GB di RAM, scheda microSD per espandere la memoria, fotocamera posteriore da 5 Megapixel, fotocamera anteriore da 2 Megapixel e radio FM al prezzo equivalente di 105 dollari.

Android One 
Il progetto Android One è dedicato espressamente per i paesi emergenti, lo scopo è di connettere alla rete i 5 miliardi di persone che ne sono ancora esclusi attraverso delle specifiche hardware che i produttori possono seguire per vendere terminali dall’ottima esperienza d’uso.

Oltre all’India, che rappresenta la seconda nazione più popolata al mondo, il progetto Android One sarà esteso a Indonesia, Filippine e Sud Asia (Bangladesh, Nepal, Pakistan e Sri Lanka) entro la fine dell’anno, ulteriori nazioni saranno aggiunte nel 2015.
 
Oltre al controllo sull’hardware Google avrà anche il controllo sul software, con versioni di Android quasi interamente stock e aggiornamenti semplificati alla prossima versione Android  L.

Google ha previsto accordi con le compagnie telefoniche locali per fornire traffico dati extra per accedere a Play Store, saranno presenti un supporto aggiuntivo alle lingue locali e una versione modificata di Youtube per consentire di scaricare video senza incidere troppo sulla bolletta.

In futuro il progetto Android One sarà supportato anche da altri produttori quali HTC, Asus, Acer, Panasonic e Lenovo, oltre a Qualcomm per la fornitura dei processori.

Se in passato gli smartphone presenti sui mercati emergenti erano modelli vecchi poco performanti e condannati ad usare versioni antiquate del sistema operativo Android, questa nuova iniziativa rappresenta una rivoluzione e una seria minaccia per progetti simili portati avanti da Microsoft e Firefox. 

Approfondimenti: Annuncio sul blog ufficiale di Google

Fonte: The Verge 

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