Dal 2024 al 2030, il tempo di permanenza aggiuntivo sulla ISS, ma la russia dice “Forse”

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La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dovrebbe continuare ad operare fino al 2030, con l’appoggio di ESA. Ma se l’amministrazione Biden-Harris pare convinta arrivano dubbi dal versante russo, che ha diritto ad esprimersi. 

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La NASA pare aver già fatto i suoi piani, ma la Russia tira il freno sulla ISS. – Androiditaly.com

Gli ultimi giorni di gennaio sono stati importanti per la NASA, che ha annunciato il prolungamento della vita utile della ISS. Il termine era inizialmente il 2024, ma il presidente Biden aveva annunciato la possibilità di slittare tutto già al termine dell’anno scorso. A gennaio è arrivato il documento che ne ha sancito la fattibilità.

Se da un lato la ISS riceverà senza dubbio l’appoggio dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) lo stesso non si può dire per quanto concerne la Russia. Il prolungamento del progetto della NASA deve essere prima approvato anche dalla Roscosmos e dal governo. Alcuni moduli della stazione spaziale si trovano infatti nel segmento russo.

In più non è solo la Cina a fare piani per i prossimi anni in ottica spaziale. Roscosmos ha partecipato alla costruzione della ISS ma al momento punta a realizzare un progetto proprio, ROSS. La stazione orbitante russa richiederà diverse spese, ma se la ISS dovesse effettivamente operare fino al 2030 bisogna considerare lo stato dei moduli russi. Un motivo in più per invitare la NASA ad una maggiore cautela.

Il futuro della Stazione Spaziale Internazionale

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La Stazione Spaziale Internazionale è frutto del lavoro congiunto di tutti i paesi partner. – Androiditaly.com

Senza una decisione congiunta il progetto di prolungamento della vita utile della stazione naufragherebbe. Lo ha ricordato per primo Dmitry Rogozin, direttore generale della Roscosmos su Twitter. Gli astronauti rimangono tutelati, ma la questione economica va risolta al più presto.

La RKK Energija, legata al governo russo, sottolinea come anche il deorbiting dovrebbe coinvolgere la divisione russa. Dal centro di controllo dovrebbero infatti gestire alcuni motori, quelli delle navicelle Progress MS. Anche la gestione prolungata di sei anni comporta costi per eventuali manutenzioni, che vanno valutati accuratamente.

Roscosmos se non altro aveva terminato il suo contributo strutturale alla Stazione Spaziale Internazionale. Non dovrebbero essere aggiunti moduli nei prossimi anni da parte della Russia. Più avanti saranno agganciati quelli di Axiom Space, la stazione commerciale. Terminata la vita della ISS essi saranno sganciati per diventare un modulo orbitante autonomo.

Per mediare gli accordi relativi all’operatività della stazione si spera che ESA si renda mediatrice fra i due pionieri della ricerca spaziale.

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