Zhu Hai Yun, nave fantasma cinese appena varata: la nave portadroni solca le acque

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Avete mai visto una nave fantasma attiva e che ha il preciso scopo di trasportare dei materiali da una parte all’altra? Probabilmente no dato che non se ne sia mai sentito parlare, ma esiste e presto potrebbe essere adottata ovunque. Come funziona?

Zhu Hai Yun, nave fantasma cinese appena varata: la nave portadroni solca le acque
Ecco la nave in questione – Androiditaly.com

La Cina non smette di portare avanti progetti assurdi e che hanno dell’incredibile, tant’è che adesso ha concentrato la sua attenzione verso un nuovo tipo di mezzo di trasporto e che si differenzia dagli altri per via di una peculiarità unica: non c’è qualcuno che lo manovra. Eh sì, avete capito bene, e come se non bastasse non stiamo ponendo delle metafore o parlando di un discorso strano.

Sembra proprio che la Zhu Hai Yun, una nave autonoma e capace di solcare le acque senza pilota dalla lunghezza di circa 88 metri, possa viaggiare fino ad una velocità massima di 18 nodi in assenza di qualcuno che la controlli. Il suo scopo sarebbe quello di trasportare, lanciare, recuperare e coordinare le azioni di oltre 50 tra veicoli aerei, di superficie e sottomarini.

La nascita della nave cinese e l’obiettivo futuro che potrà avere

Zhu Hai Yun, nave fantasma cinese appena varata: la nave portadroni solca le acque
Navi come queste le avete mai viste? Forse sì, ma un obiettivo così importante potrà essere eseguito senza il guidatore – Androiditaly.com

La sua progettazione è avvenuta presso il cantiere navale Huangpu Wenchong di Guangzhou, nel sud della Cina. Pare che ci sia voluto un anno intero per riuscire a crearla e a portarla allo stato attuale, inoltre è anche nel previsto che la nave diventi pienamente operativa entro la fine del 2022 dopo una serie di test che verranno condotti nei prossimi mesi.

Ma se dovessimo essere puntigliosi, allora la Zhu Hai Yun non è pienamente autonoma: la navigazione all’interno degli affollati porti marittimi, con le sue complicate e delicate manovre, sarà gestita da remoto dal personale incaricato. Una volta raggiunto il mare, tuttavia, la nave sarà manovrata dai propri sistemi di guida, e non richiederà più alcun intervento esterno per portare a termine le proprie missioni.

Comunque, da tutto ciò, che tipo di conclusioni possiamo trarre? Beh, è semplice: i veicoli automatizzati prenderanno sempre più spazio con il passare del tempo, quindi è inevitabile che si affermino soprattutto lì dove sono più utili, cioè negli scenari di guerra. Per quanto sembri spaventoso da dire purtroppo è vero, e quello che sta succedendo tra l’Ucraina e la Russia è un chiaro esempio che non va ignorato.

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