Cuba sotto censura: bloccati siti social e app

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Torna la paura nel paese del “Che”

A Cuba negli ultimi giorni, la popolazione è tornata a vivere una situazione che sembrava ormai dimenticata tempo e il clima pesantissimo, che si sta respirando in queste ultime settimane, nello stato caraibico, sta facendo preoccupare i governi di tutto il mondo.

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L’ombra dell’incubo cala su Cuba (foto: Pixabay).I tempi del fascismo, del nazismo e dello stalinismo, almeno qui in Europa, sembrano essere ormai lontani, ma purtroppo in altri paesi del mondo non sembra essere così. Ci sono nazioni infatti, che tutt’ora continuano ad essere vittime di regimi autoritaristici, che governano in maniera oppressiva.

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Conosciamo tutti ciò che è avvenuto in America Latina, Spagna, Portogallo nella seconda metà del Novecento o ciò che avviene tutt’ora in Cina o in molti altri paesi orientali o africani, ma ciò che spesso ci sfugge, è  la situazione in cui vivono diversi paesi, apparentemente più tranquilli, come quelli dell’America centro meridionale. Alcuni di questi stati infatti, malgrado non siano pubblicamente considerati in difficoltà, vivono oppressi da diverse limitazioni nell’espressione e questa è proprio la situazione che sta vivendo Cuba in questo momento.

Censura a Cuba, bloccati social e app

A seguito delle serrate proteste organizzate per mancanza di cibo e medicine, aggravata ancora di più dalla pandemia scatenata dal COVID-19 e, secondo la popolazione, gestita malissimo dai politici, il governo cubano ha deciso di bloccare l’accesso a social e app di messaggistica come Facebook, Instagram, Whatsapp e Telegram.

Le restrizioni, come confermato da NetBlocks e diversi utenti, sono iniziate lunedì 12 luglio, come confermano diversi utenti; il provider ETECSA (sotto il controllo del governo cubano) ha bloccato i social e le app, lasciando al momento solo Twitter a pieno regime.

L’unico modo per utilizzare queste app sarebbe quello di utilizzare una VPN; diversi attivisti hanno visto quest’oscuramento come un chiaro avvertimento, considerando come ormai tutte le manifestazioni venissero organizzate grazie alle varie app.

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Immagini della violenza della polizia verso i manifestanti, nei subbugli di questi giorni, ci sono arrivate grazie a Twitter, che potrebbe essere a questo punto il prossimo ad essere censurato. Una situazione che preoccupa l’opinione pubblica e che vede vittima, ancora una volta nella Storia, la popolazione di soprusi e violenza.

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