Fedez: “Sono perseguitato dal Codacons”. Arriva la maxi querela

Il Rapper Fedez, all’ anagrafe Federico Lucia accusa pubblicamente l’ associazione dei consumatori di persecuzione nei suoi confronti. La risposta dell’ ufficio legale di quest’ ultima è durissima.

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Il marito della donna più influente del momento, Chiara Ferragni, con la quale ha avuto due bambini Leone e Vittoria è ufficialmente in guerra con il Codacons, la quale non è convinta della raccolta fondi avviata per l’ emergenza covid.

Questa guerra rischia di avere conseguenze gravi: Fedez aveva annunciato querela nei confronti dell’ associazione che lo aveva paragonato a Malika, la ragazza rifiutata dalla famiglia perchè lesbica.

A favore di tale ragazza, infatti, era stata avviata una raccolta fondi finita molto male: questa aveva sperperato i soldi per acquistare beni di lusso come Mercedes e cani di razza molto costosi.

Ad essere paragonato ad una presunta truffatrice Fedez proprio non ci sta. Così aveva annunciato azioni legali nei confronti del Codacons dichiarando: “E’ incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi. “So quello che fate e come lo fate”.

Il marito di Chiara Ferragni avrebbe aggiunto con toni durissimi: “Fate schifo, sono stufo di essere perseguitato da voi anche quando si fa del bene”. Il riferimento rimane ai 5 milioni di euro raccolti per il covid 19 insieme alla moglie.

A favore del rapper bisognerebbe ricordare, forse, che è stato realmente citato dall’ associazione per ben trenta volte negli ultimi anni, anche se Fedez non si può dire che non sia un provocatore.

La dura reazione del Codacons

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“Siamo felici dell’ annuncio di Fedez di una querela contro di noi. Sarà finalmente l’ occasione per far cessare le violenze, le ingiurie e gli insulti che periodicamente rivolge al Codacons e che fomentano odio sul web”.

Questa la risposta del presidente dell’ associazione Carlo Rienzi durante un commento rilasciato all’ agenzia Adnkronos, il qualche annuncia di risposta una maxi querela che raccoglierà tutti i comportamenti lesivi perpetrati dal rapper ai danni del Codacons negli anni.

Sempre secondo il presidente, l’ associazione sarebbe colpevole di lesa maestà: “Si crede oramai un imprenditore come Berlusconi e come Berlusconi afferma di essere perseguitato”. Non vi sarebbe quindi nessuna persecuzione, ma solo un’ incapacità del rapper ad accettare le critiche.

 

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