Allarme NASA, la prossima tempesta geomagnetica potrebbe essere davvero terrificante

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L’intensa attività solare verificatasi in questi giorni fa presumere agli scienziati che a breve la nostra stella sarà impegnata in pesanti fenomeni di brillamento

Uno spruzzo di Sole inonderà la nostra Terra. Ecco cosa ci aspetta – Androiditaly.com

Negli ultimi mesi siamo stati abituati a riceve costanti aggiornamenti relativi ai diversi brillamenti solari che hanno coinvolto la nostra stella. Caratterizzati da importanti scale di intensità, vengono spesso associati ai fenomeni di espulsione di massa coronare. Questi sono anche definiti CME, ovvero coronal mass ejection.

Il loro presentarsi poi ha rilevanti effetti anche sulla rete geomagnetica della Terra e porta inevitabilmente con se una serie di disagi la cui portata potrebbe subire rapidamente un’escalation.

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Oggi d’altronde tutti gli ambiti della vita sul nostro pianeta sono interessanti da quest’ultimo. Infatti influisce non solo nella fitta rete di comunicazioni, ma sopratutto sul continuo scambio di dati che corrono su internet. Ecco perché la notizia rilasciata dalla NASA ha avuto un impatto così importante dal punto di vista scientifico, mediatico e sociale.

Lo studio portato avanti dall’Agenzia Spaziale statunitense ed i futuri disastrosi scenari

Un brillamento con conseguente rilascio di massa coronale ha come effetto la perturbazione del campo geomagnetico terrestre – Androiditaly.com

Secondo un recente studio condotto dai ricercatori della NASA, che hanno tenuto in considerazione frequenza ed intensità dei fenomeni così come si stanno verificando negli ultimi periodi, questi sarebbero il chiaro segnale che qualcosa di grosso si sta preparando per il prossimo futuro.

I ricercatori infatti hanno stimato che, entro il 2025, il verificarsi di queste attività potrebbe essere ancora più ravvicinato, causando dei danni alle persone e agli impianti per una durata superiore alle 24 ore. Il presentarsi così serrato del fenomeno rientrerebbe nella definizione delle tempeste solari definite cannibali.

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Sono le parole del coordinatore Bill Murtagh che si occupa del progetto dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), che ci spiegano nel dettaglio la definizione di CME cannibale. Secondo gli studiosi il verificarsi dell’anomalia ha un punto di origine attraverso una espulsione iniziale che attraversa la distanza presente tra Sole e Terra, e ha il ruolo di apripista nel canale di flusso. La vera tempesta solare cannibale sarebbe quella che si andrebbe a presentare subito dopo.

Ad allarmare quindi gli scienziati sarebbe l’attuale stato delle cose, che impedisce di fatto ai sistemi terrestri di agire in maniera preventiva e difensiva.

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