Intel: “i non vaccinati rimarranno a casa”, il provvedimento severo dell’azienda e le ripercussioni

La scelta dell’azienda pone un importante tassello nella questione legata alla lotta e alla prevenzione al virus, andando a segnare un punto a favore del vaccino

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La scelta del gruppo di Big Tech è veramente molto forte. Lascerà a casa tutti quei dipendenti che non si sottoporranno alla somministrazione del vaccino anti-covid – Androiditaly.com

Quando si parla delle decisioni intraprese dalle aziende private in tema di prevenzione e tutela della salute dei proprio dipendenti, e quindi dei clienti, non c’è molto spazio alla trattativa o al dialogo che preveda punti di vista diversi da quelli condivisi dalla società scientifica mondiale.

Non sorprende quindi la decisione della Intel. L’azienda, attraverso una nota ufficiale, ha fatto sapere ai propri sottoposti, la sua volontà di imporre delle scelte drastiche in tema di vaccinazioni obbligatorie in ambito covid.

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La pandemia mondiale ha imposto infatti dei rigidissimi protocolli in merito al contenimento e alla diffusione del virus. Ed è pertanto in questa ottica che si colloca la decisione del gruppo Big Tech. Del tutto orientata a massimizzare gli sforzi in tal senso.

Il modello delle grandi società statunitensi che non lascia margini di manovra ai no-vax

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Quanto sta succedendo presso le sedi statunitensi di Intel potrebbe cambiare strategicamente l’opinione pubblica in merito alla necessità o meno di sottoporsi ad un vaccino – Androiditaly.com

Parlando fuori dai denti, se il modello di Intel e Google, applicato in maniera categorica negli Stati Uniti, è consentito, lo si deve solo alle peculiarità normative del paese. Fuori dai confini federali infatti questo tipo di decisioni sarebbero considerate assolutamente inammissibili.

Ma essendo delle aziende americane, che fanno dell’aziendalismo il loro marchio di fabbrica, questa strategia è possibile. Dunque il Big Tech californiano sfoggia il suo nuovo dictat. E impone una dead-line al 4 gennaio 2022. Questo sarà il limite entro il quale tutti i dipendenti dovranno essersi vaccinati. Qualora non si sottoponessero spontaneamente a questo trattamento sanitario, sarà loro imposta la sospensione dello stipendio fino ad aprile. E non saranno più considerati in forza presso i diversi dipartimenti.

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Non sappiamo ancora quanti tra loro approveranno questa ferma presa di posizione. Quello che pare certo è che potremmo essere davanti ad un significativo primo passo in tal senso. Che potrebbe gettare le basi delle prossime decisioni strategiche anche di altre società del panorama mondiale.

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