Con le Agenzie Spaziali ASI ed ESA arrivano brillanti risposte al Covid-19, ecco le migliori

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I nuovi strumenti per combattere il Covid-19 arrivano dallo spazio, grazie ad un bando in collaborazione tra ASI ed ESA.

esa coronavirus astronauta mascherina
Gli astronauti indosseranno la mascherina anche nello spazio? – Androiditaly.com

Da quasi due anni a questa parte lo sforzo dell’intera umanità è rivolto al superamento della minaccia portata dal Coronavirus. Fin dai momenti del primo lockdown che ha colpito proprio il nostro Paese, si è prodotto uno slancio a livello mondiale per cercare di comprendere a fondo i meccanismi del nuovo virus.

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Certo, in quei primi tempi tutto sembrava difficile. Le scarse conoscenze applicate all’inadeguatezza delle misure erano figlie della rapidità con cui il Covid-19 ci aveva sorpreso. In una finestra temporale limitata, l’impegno congiunto di tutti i governi ha portato al concepimento di un vaccino utile a diminuire i rischi del contagio.

Il lavoro non è stato circoscritto alle misure contenitive. Parallelamente, infatti, è stato sviluppato un sistema di contromisure atte a migliorare i servizi degli attori coinvolti. Oltre a questo, sono stati implementati anche nuovi metodi di raccolta dati per approfondire la conoscenza del Coronavirus. Un progetto, che vede la collaborazione di agenzie spaziali e ministeri, ha ottenuto in questo senso grandi risultati.

Il bando Space in Response to Covid-19 Outbreak

A marzo 2020, durante la prima spaventosa ondata, ESA (Agenzia Spaziale Europea), ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e Ministero dell’Innovazione Digitale hanno lanciato un bando volto ad applicare tecnologie spaziali al contenimento della pandemia e al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.

Le proposte arrivate sono state 129, cofinanziate da ASI per un totale di circa 10 milioni di euro, tutte rivolte a due ambiti di applicazione: educazione e salute. Tra le innovazioni sviluppate in ambito salute possiamo trovare Code-19, che supporta il personale ospedaliero attraverso una rete di robot in grado di muoversi tra gli ambienti medici.

Nello stesso contesto si inserisce lo sviluppo dell’app Epico-19, che presenta un utilizzo e una finalità totalmente diversi. Questo strumento è volto alla raccolta e all’esposizione dei dati epidemiologici unendoli alle immagini raccolte dai satelliti. Il tutto è supportato da algoritmi di intelligenza artificiale che adeguano e integrano quanto raccolto.

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Sul fronte dell’educazione citiamo Dreamcoder 2.0: si tratta a tutti gli effetti di un kit che si presta all’apprendimento delle discipline scientifiche e del coding. Attraverso questa piattaforma risulta possibile sviluppare esperimenti sulla SSI (Stazione Spaziale Internazionale).

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