La NASA riesce a trasmettere un ologramma a bordo della ISS, sembra un film di fantascienza

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Non c’è ancora il teletrasporto ma è appena nata la “holoportation”, traslitterato olotrasporto. Il chirurgo Josef Schmidt e il suo team sono stati proiettati come ologrammi all’interno dell’ISS. Come modelli 3D sono usciti dal pianeta.

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Proiettare ologrammi nello spazio è già possibile per la NASA. – Androiditaly.com

Ormai la NASA ha già raggiunto un livello in cui la fantascienza sta diventando realtà. Tanto che poco tempo fa un’intera equipe di chirurghi è arrivata all’interno della Stazione Spaziale Internazionale senza mai lasciare la Terra. Vale a dire sotto forma di ologramma.

Sì, proprio quelle trasmissioni a lunga distanza che tutti ricordano di aver visto in Star Trek o Star Wars. Anzi, possiamo dire migliori rispetto alla finzione scenica. Infatti anziché comparire come silhouette monocolore la loro immagine è apparsa sgranata ma con i colori reali. 

Questa “holoportation” (derivata dall’unione di hologram e teleportation) ha coinvolto il Dottor Josef Schimdt e la sua squadra composta da medici chirurghi. I primi “dottori olografici” a bordo della ISS sono stati oltre a lui Andrew Madrid, Fernando De La Pena Llaca, Rihab Sadik, Kevin Bryant, Mackenzie Hoffman e infine Wes Tarkington.

Prima di proiettare le riproduzioni 3D queste sono state sviluppate, compresse digitalmente, trasmesse e ricostruite a bordo della stazione. La cosa sorprendente è che il tutto sia avvenuto in tempo reale.

Questa tecnologia può essere sfruttata per le conferenze a distanza come per la comunicazione con le famiglie del personale di bordo. Inoltre sarà così possibile visitare a distanza il centro di ricerca spaziale.

Cos’è un ologramma

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Riprodurre immagini 3D con fasci laser, una storia lunga decenni. – Androiditaly.com

La definizione di ologramma è “immagine tridimensionale stereoscopica”, poiché cambia a seconda di come la si osservi. I primi furono sviluppati più di sessant’anni fa grazie ad una lampada a mercurio. Il loro scopritore fu Dennis Gabor, che ottenne il Nobel per tale scoperta.

Facendo interferire fra loro due fasci di luce laser si genera l’effetto che consente di percepire la “profondità” dell’immagine. Il tutto viene ottenuto con il giusto gioco di specchi, infatti uno dei due fasci viene riflesso. L’ologramma contiene tutte le informazioni dell’immagine registrata, infatti anche tagliandolo in due l’oggetto appare intero.

Nonostante per molti sia ancora considerato fantascienza, questa riproduzione grafica viene molto usata per la pubblicità. La cosiddetta Piramide olografica è un sistema largamente sfruttato per riprodurre qualsiasi elemento in tre dimensioni. Lo stesso vale per i Vocaloid, pop star giapponesi con voce sintetica. Nei concerti sono costituite solo da un’immagine 3D che si muove e balla.

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