Intesa Sanpaolo, grave attacco hacker: cosa rischiano i clienti

E’ delle strategie più comuni dei cyber-criminali, attaccare le grandi aziende. C’è chi chiede riscatto, c’è chi fa danni e basta. Ne sa qualcosa Intesa Sanpaolo.

Da due anni a questa parte ogni 365 giorni un record di attacchi hacker batte il precedente primato. Era accaduto sia nel 2021 prima, nel 2022 poi. Tutto lascia presagire che sarà così anche nel 2023.

Intesa sotto attacco hacker: cosa rischiano i clienti
La Banca Intesa è sotto attacco hacker – Androiditaly.com

Non ci si dovrebbe sorprendere per questo status quo, invece questi numeri, pensando a poco più di quattro mesi fa, stupiscono. Impressionano pensando che solamente nel 2022 sono stati ben 188 gli attacchi informatici verso il nostro Paese.

Un numero che rappresenta un aumento del 169% sull’anno, del 21% considerando il livello mondiale dell’incremento. Il peggiore anno di sempre per la cybersecurity, secondo gli esperti, potrebbe durare fino a dicembre, quando ci sarà un nuovo primato, quello del 2023.

Italia sotto attacco

Tutto lascia presagire che sarà così, guardandoci attorno. In questo anno, non siamo a metà, è stata colpita la Ferrari, i Carabinieri e le Poste, il Ministero degli Interni dagli attivisti russi a causa della nostra forte solidarietà nei confronti dell’Ucraina. A febbraio il Computer Security Incident Response Team Italia (Csirt-IT) dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha rilevato un massiccio attacco hacker “tramite ransomware già in circolazione che prende di mira i server VMware ESXi“. Ora tocca alle banche. Una in particolare. Non una qualsiasi.

Gli attacchi hacker aumentano di anno in anno
Tutta Italia è sotto attacco – AndroidItaly.com

Intesa Sanpaolo è un istituto bancario italiano attivo soltanto dal 2007, ma le origine risalgono addirittura al 1563 e attualmente è semplicemente il primo gruppo bancario in Italia per numero di sportelli e per quota di mercato, nel 2022 ha conseguito un fatturato di 21,47 miliardi di euro. Ebbene, la banca torinese è tornata a essere vittima di attacchi hacker. Classica strategia, eppure il risultato è sempre lo stesso: i clienti che abboccano a sms truffa, danno poco peso a ciò che arrivano, cliccano su quel maledetto link, e in poche ore molti conti vengono prosciugati. Non solo.

Sono tante le segnalazioni di costosi servizi a pagamento, oltre che la condivisione di informazioni e dati personali, il vero danno in quanto un home banking in mano a un cyber-criminale ha una sola conseguenza: la sparizione di soldi dei correntisti in un amen.
In questi casi il primo rimedio deve essere chiaro per tutti. Se arriva una mail o un sms, si deve leggere attentamente e prima di cliccare su quel link, basta fare una telefonata alla banca, partendo da un presupposto base: nessuno ha il potere di chiedere dati personali a distanza. O meglio, solo i cyber-criminali.

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