Google X lancia il progetto Taara, come avere la fibra senza i cavi

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Google si rivoluziona! Nasce la fibra senza fibra - Androiditaly.com

Basta cavi! Ora la fibra ottica viaggia su fasci di luce. Ecco come funziona il progetto Taara di Google.

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Abbiamo giusto parlato pochi giorni fa dell’ultimo progetto di Google sui cavi sottomarini ma è già tempo di aggiornarci ad una nuova realtà.

La fibra non ha più fibra, ma luce!

E luce fu! Il Progetto Taara di Google segna una rivoluzione nel mondo della fibra ottica. Parliamo infatti di fasci luminosi che sostituiscono la fibra e sono in grado di veicolare una banda ultra larga fino a circa 20 Gbps e per distanze superiori ai 20 km. L’ultimo test in Africa ha risparmiato 400 chilometri di cavi.

Il progetto Taara nasce dagli ingegneri di Google che fanno parte dell’organizzazione X Development di Alphabet (Google X), che hanno inventato e rilasciato al mondo nuove tecnologie apparentemente impossibili da realizzare, ma divenute realtà.

Taara deriva da Loon

Ricordiamo Taara perché è stata parte integrante del progetto Loon, l’idea dei palloni aerostatici di Google che avrebbero dovuto portare internet dal cielo poi dismessa nel 2021. Loon è stato accantonato all’inizio di quest’anno, 2021, ma ha permesso comunque di sviluppare la tecnologia FSOC, acronimo di Free Space Optical Communications, che nel progetto dei palloni aerostatici sarebbero dovuta servire a collegare i vari fasci di luce. La FSOC è stata successivamente adattata a Taara, in sviluppo dalla fine del 2017, quando sono iniziati i test in India e in Kenya.

Come funziona Taara

Un esempio di dispositivi Taara – Androiditaly.com

Google ha pensato di aggiungere la tecnologia con raggi di luce del progetto Taara, che in un test è stata capace di trasmettere 700 TB di dati tra due punti in linea di vista distanti tra di loro circa 5 km.

La comunicazione FSOC di Taara può creare un collegamento a banda larga nell’ordine dei 20 Gbps, o superiori, tra due punti che hanno una chiara linea di vista. Il segnale è un fascio di luce sottilissimo descritto come una bacchetta di luce, però invisibile, capace di colpire un obiettivo di 5 centimetri, ovvero l’apertura dei dispositivi che si guardano reciprocamente. La distanza massima di collegamento è all’incirca di 20 km.

Il test che ha portato al risparmio di 400 km di cavi

L’ultimo test di Taara è stato svolto collegando due punti attraverso il fiume Congo, da Brazzaville nella Repubblica del Congo e Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo. In venti giorni il collegamento di Taara ha trasmesso 700 TB di dati con il segnale wireless ottico.

Perché proprio in Congo?

Per due motivi principali: clima e fiume. I dispositivi Tara infatti per poter funzionare al meglio necessitano di una temperatura mite e il fiume Congo è l’ideale per condurre il test lungo un corso d’acqua veloce e profondo che si snoda per 4.374 chilometri. Per poterlo aggirare sarebbe stato necessario srotolare circa 400 chilometri di cavi tradizionali (come la distanza più o meno fra Milano e Riccione) prima di trovare le condizioni adatte all’attraversamento del fiume. A Taara invece sono bastati 5 km in linea d’aria.

 

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