La cartella foto “proibite”non sarà solo dei Pixel, ora Google Foto la mette a disposizione di tutti

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È previsto il rollout entro fine anno, così anche i dispositivi Android dal 6 a seguire, potranno avere questa nuova funzione

La funzione porterà una nuova modalità di gestione delle nostre immagini e una maggiore sicurezza in tema di privacy potendo gestire le immagini secondo dei livelli diversi di priorità – Androiditaly.com

Il progetto della Locked Folder è stato uno dei temi caldi della della annuale conferenza per sviluppatori di Google avvenuta in maggio. E’ stata presentata insieme ad altre funzionalità come la Quick delete, che permette di cancellare le ricerche effettuate tramite il proprio Google account. E anche Promemoria sui luoghi visitati, che ricorda all’utente che è attiva la geolocalizzazione nella cronologia delle posizioni.

Tutte queste funzionalità appartengono ad un grande filone. Uno dei temi più caldi del dibattito che anima società, governi e persone, ovvero garantire massima trasparenza e tutela della privacy.

Google ha deciso quindi di fare un significativo passo in avanti, promettendo di rendere disponibile, attraverso un aggiornamento rilasciato entro la fine dell’anno, l’opzione della cartella nascosta a tutti i dispositivi che supportano una versione di Android dalla 6 alle successive.

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Questa modalità di gestire lo spazio e le immagini rappresenta, senza dubbio, uno step successivo alla modalità ordinaria di archiviazione delle informazioni agendo su quelle che sembrano essere delle criticità del sistema.

Come funziona la cartella nascosta e quali sono le politiche di Google in tema di sicurezza

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Ripensare a come le app accedono ai nostri dati ha richiesto un nuovo approccio alle configurazioni dei dispositivi- Androiditaly.com

Nel momento in cui la nuova opzione sarà disponibile, secondo quanto spiegato in maniera dettagliata dagli sviluppatori, sarà semplicissimo procedere alla sua attivazione. Basterà accedere alla voce del menù Utilità tramite le impostazioni e non fare altro che abilitarla. Il compito dell’utente sarà quello di utilizzarla inserendo al suo interno le immagini più sensibili che richiedono una gestione più accorta.

Da quel momento in poi le app non avranno più accesso a queste informazioni e non rischiamo che involontariamente possano finire in mano a terzi senza la nostra esplicita autorizzazione. Si potrà accedere alla cartella solo attraverso l’inserimento di un pin, o tramite impronta o riconoscimento del viso.

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La partita sulla privacy è sempre aperta, e ancora una volta i Big Tech sviluppano soluzioni per conquistare la fiducia degli utenti.

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