Un corpo celeste mai visto sta viaggiando nel nostro sistema solare

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Un corpo celeste ibrido sarebbe stato identificato grazie al programma di ricerca Atlas e avrebbe catturato l’attenzione degli scienziati 

Una scoperta preziosa che potrebbe raccontarci molto sulle origini del nostro pianeta – Androiditaly.com

Il misterioso oggetto stato presentato durante il congresso di planetologia della Società astronomica americana dal Prof. Henry H. Hsieh, appartenente al corpo di ricerca del Planetary Science Institute dell’Arizona. Il suo è un nome molto tecnico: 248370 2005 Qn13.

Le sue dimensioni sono note, essendo costituito da un nucleo del diametro di 3,2 seguito poi da una scenografica coda della lunga di 720.000km e una larghezza di 1.400km. Ma a colpire l’attenzione del mondo della scienza non sono queste caratteristiche bensì un particolare che rende questo corpo celeste qualcosa di unico.

È stato osservato grazie al sistema di monitoraggio di Atlas, un programma di ricerca finalizzato alla catalogazione degli asteroidi presenti nel nostro sistema solare, e attualmente sta viaggiando nel gruppo di asteroidi presenti tra Marte e Giove. La sua però non è una individuazione recente, visto che il promo preziosa avvistamento era già avvenuto nel 2005.

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Ora, grazie alle informazioni raccolte, ciò che in precedenza sembrava un asteroide, a causa della sua traiettoria ellittica, ha avuto un cambio di identificazione.

Lo stravagante identikit del 248370 2005 Qn13

Le osservazioni sul cosmo non smettono di consentire interessanti ed imprevedibili scoperte – Androiditaly.com

Ciò che dapprima era stato identificato come asteroide si è poi rivelato una cometa della fascia principale, all’interno di un gruppo composto da circa 20 elementi. Nella sua traiettoria infatti sta eliminando gas e vapore acqueo, esattamente come una cometa, ed è così che assume la sua peculiare forma. Secondo le parole di Hsieh questa sarebbe una scoperta sensazionale.

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E inoltre potrebbe essere la chiave di lettura che ci permetterebbe di comprendere maggiormente il meccanismo che ha dato il via alla vita sulla Terra. Infatti la teoria che un asteroide si sia schiantato sul suolo terreste, sublimata dalla possibilità che fosse chimicamente attivo, potrebbe dare maggiori informazioni sulla genesi della vita, oltre che aprire maggiori scenari sulle possibilità di incontrare biomi anche su altri pianeti.

Un ipotesi sicuramente affascinante che verrà approfondita nel corso delle analisi successive, e sui risultati dei campioni ottenuti anche dalle missioni su Marte e sulla Luna. Nonché l’attesissima BepiColombo, che si sta lentamente avvicinando a Mercurio.

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