Un ragazzo di soli 22 anni crea nel suo garage un microchip con attrezzatura vintage: la storia

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Un giovane americano de New Jersey è all’opera per realizzare chip nel suo garage. Lo ha chiamato Z2 e il chip conta ben 1.200 transistor, ben 200 volte in più del suo primo tentativo. Ma Sam Zeloof, 22 anni, punta ancora più in alto. 

In New Jersey il garage può tenere la macchina o diventare un laboratorio per un giovane ventiduenne appassionato di transistor e chip. Sam Zeloof ha già un suo sito web per i progetti che porta avanti dal 2018. Allora realizzò il primo chip Z1 con soli sei transistor.

La nuova versione del chip si chiama Z2 e conta invece 1.200 transistor, 200 volte il numero presente in Z1. Prossimamente il modello Z3 dovrebbe arrivare a 2.300 componenti stando alle dichiarazioni di Sam. Con una simile conta avrebbe già raggiunto il primo processore realizzato da Intel.

Per molti esperti realizzare un chip funzionante in un ambiente notoriamente polveroso come il garage sarebbe stato impossibile. Eppure prima delle moderne tecnologie gli ingegneri usavano banconi da lavoro classici. Sam si è rifatto a metodi degli anni ’60-70.

Il chip Z1 realizzato da Sam è servito per l’amplificatore della sua chitarra. Z2 è stato plasmato in silicio cristallino con lo stesso processo utilizzato per il il 4004 di Intel. Basandosi su una griglia di progettazione elaborata su Photoshop ha impostato la struttura da seguire. Il laboratorio usato dal giovane Zeloof è tutt’altro che rudimentale.

Chip fatti in casa

chip concept
Un chip da bancone, come all’inizio della loro produzione. – Androiditaly.com

Nel video Zeloof ha ripreso alcune fasi di lavorazione sul suo chip Z2. Taglio a mano di dischi di silicio, inserzione di schemi microscopici tramite radiazione ultravioletta e passaggio in acido. La precisione richiesta è notevole, e occorre anche evitare che polveri e particelle estranee possano interferire durante la lavorazione.

Grazie ad una bilancia di precisione, una piccola centrifuga e un microscopio elettronico il banco comprende tutta l’attrezzatura necessaria. Il microscopio è stato acquistato rotto e riparato da Zeloof per convertirlo ai suoi scopi. Ai suoi tempi lo strumento costava 250.000 dollari, ma quasi trent’anni dopo il prezzo era sceso a 1.000 dollari.

In tempi dove la penuria di chip è ormai evidente, il lavoro di Sam acquista un rilievo notevole. Per quanto rudimentali il suo progresso è stato molto più rapido di quello dell’industria ufficiale.

La regola empirica detta “di Moore” prevede infatti che il numero di transistor su un chip possa raddoppiare ogni due anni. Zeloof ha già infranto la regola in modo dirompente.

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