PS5 Pro ancora novità secondo un noto insider tra cui il Ray Tracing nativo

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I rumor corrono in rete relativamente alla PS5 Pro e compaiono diversi leaker sicuri di sapere già i piani di Sony. Prima su tutti l’informazione relativa al Ray-tracing, ossia illuminazione dinamica. Due volte più potente della console attuale, si dice. 

ps5 nuova
I rumor continuano a crescere e cambiare attorno alla versione Pro. – Androiditaly.com

Ormai le voci che circolano attorno alla console Sony ancora in sviluppo sono anche troppi. Si parla di un mostro di potenza in cantiere, con la possibilità di una variante nera, quasi “minacciosa”. Ma soprattutto di nuovi limiti raggiunti e superati dal Ray-tracing.

I leaker parlano di miglioramenti superiori al doppio delle prestazioni dell’ultima console per quanto riguarda la gestione degli effetti di luce. Un insider in particolare, celato sotto il nominativo Foxy, parla di un verso punto di svolta. Lo stesso vale per quando riguarda le prestazioni PSVR 2. Il caschetto di Sony per la realtà virtuale fa già sognare in grande.

Un cambio radicale di architettura dovrebbe essere la fonte di tutti questi cambiamenti. Niente più FSR2 firmato da AMD ma piuttosto optare per la M2 con socket a quattro nanometri di Apple.

E per la data di lancio? I rumor vogliono che la PS5 Pro sbarchi nei punti vendita verso la fine del 2023. I leaker più realistici vogliono fissare la scadenza qualche mese più tardi, entro la prima metà del 2024. Un paio di anni di attesa, ma vista anche la difficoltà di produzione per la scarsità di materiali è il minimo.

Il Ray-tracing nei videogiochi

raggi di luce
Effetto di riflessione, rifrazione e non solo con il Ray-tracing. – Androiditaly.com

Il Ray-tracing consiste nel simulare la luce reale di una scena tracciando i raggi luminosi lungo il percorso e la loro interazioni con gli oggetti. L’obiettivo è rendere in modo fisicamente accurato  sia riflessi che ombre,  come per la rifrazione e la luce indiretta.

Nel videogioco si traccia il raggio dalla videocamera attraverso il piano 2D, nella scena 3D e infine al ritorno. In questo modo i pixel finali avranno l’illuminazione risultante da tutte le interazioni che il raggio ha avuto nel percorso. Anche l’angolo di incidenza infatti cambia gli effetti.

Fare tutti i calcoli in modo accurato è impossibile quindi per rimandare il tutto in tempo reale (pochi millisecondi) serve un modo per ottimizzare. La rapidità aumenta sensibilmente affidandosi a una GPU piuttosto che alle CPU.

Oltre che per i videogiochi e il gaming, il Ray-tracing trova applicazioni anche nella progettazione illuminotecnica.

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