Antitrust contro Google: multa milionaria confermata dal TAR del Lazio, l’azienda è nei guai?

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Alla fine il TAR del Lazio ha confermato la sanzione da ben 100 milioni di euro a carico di Google. Tutto era partito dallo scontro con Enel X relativo ad un’applicazione per i proprietari di veicoli elettrici, JuicePass. L’ostilità è costata cara. 

google ombre
La resistenza di Google alla fine gli verrà a costare ben 100 milioni. – Androiditaly.com

Dopo un anno infine è arrivata la decisione del TAR del Lazio sulla multa che l’Antitrust aveva comminato a Google. La giustizia ha trionfato, come si suol dire, e il ricorso è stato respinto. Si tratta di una sanzione da ben 100 milioni per il suo abuso di posizione dominante nei confronti di una società di tutto rispetto al servizio della trasformazione energetica, ossia Enel X.

Il motivo dello scontro si può ritrovare nell’applicazione JuicePass. Si tratta di un servizio interamente dedicato alle auto elettriche che consente di trovare le colonnine di ricarica agevolmente e non solo. Purtroppo però Google non aveva garantito l’interoperabilità dell’app con Android Auto, che avrebbe reso più sicuro il suo utilizzo alla guida.

In questo modo il colosso di Mountain View, intenzionalmente o meno, ne ha limitato aspramente l’utilizzo. L’ipotesi è che questa concessione venisse negata per un favoreggiamento verso il servizio Google Maps, che sta via via inserendo più funzionalità anche in questa direzione. Ad esempio i percorsi meno dispendiosi in termini energetici.

Non stupisce quindi che l’AGCM abbia optato per una sanzione severa, determinata sullo 0,064% dell’ultimo bilancio approvato dello scorso anno. Rispetto alla stima iniziale ha incrementato la cifra del 50%, trattandosi di una società di dimensioni ingenti.

I servizi contesi

auto in ricarica
JuicePass è essenziale per prenotare le colonnine per tempo. – Androiditaly.com

L’Autorità non avrebbe riconosciuto a Google neanche le attenuanti invocate dalla società per la complessità del contesto giuridico e fattuale che avrebbero potuto ridurre la sanzione a carico. La questione dell’interoperabilità sarebbe pienamente rientrata nella sfera del suo controllo, in sintesi.

JuicePass rappresenta in effetti una discreta concorrenza per il servizio Maps già presente su Android Auto. Oltre a individuare le postazioni di ricarica dall’applicazione è possibile prenotarle in modo da non rischiare di ritrovarsi in attesa. In più si può monitorare lo stato della sessione semplicemente dallo smartphone. Certo, poter vedere tale schermata dal touchscreen dell’auto sarebbe stato più agevole.

Google all’inizio della diatriba aveva replicato che le sue linee guida relative alle app supportate sono stringenti per la sicurezza degli utenti. Nonostante le argomentazioni e il disaccordo espresso verso l’AGCM però ora è giunto il momento di pagare davvero.

 

🔴 FONTI: www.repubblica.it

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