Energia dallo Spazio: il nuovo progetto ESA è incredibile, una svolta per il futuro

Un progetto molto particolare sta prendendo forma all’interno dell’Agenzia Spaziale Europea. Si pensa di creare una cintura di satelliti per raccogliere l’energia solare e distribuirla a terra tramite un sistema di connessione wireless.

moduli con pannelli solari
Un sistema per catturare energia solare tramite satelliti, è davvero possibile ciò che ha in mente l’ESA? – Androiditaly.com

Pare che il programma Solaris in elaborazione all’Agenzia Spaziale Europea si faccia sempre più concreto. Al consiglio degli stati membri che si terrà a novembre infatti l’ESA intende presentarlo ufficialmente come un sistema per aiutare l’Unione Europea dal punto di vista energetico.

Solaris si basa sulla tecnologia ‘Space-Based Solar Power’(SBSP) che letteralmente significa ‘Energia Solare che viene dallo Spazio’. Si tratta in sintesi di creare una cintura di satelliti un po’ come Starlink che però sarebbero dotati di grandi pannelli solari. L’energia raccolta verrebbe poi distribuita a livello terrestre con un sistema wireless.

Un progetto ambizioso senza dubbio, che però ESA punta ad avere pronto di qui a tre anni, nel 2025. L’Unione Europea del resto ha reso chiaro che entro il 2050 il fabbrisogno energetico dei paesi membri potrebbe aumentare fino a 3.500 TWh. Uno scenario che richiede di trovare al più presto un sistema per una maggiore indipendenza energetica. Senza contare che entro la stessa data l’UE vorrebbe abbassare le emissioni e dunque di incrementare lo sfruttamento delle energie rinnovabili.

L’efficienza del programma Solaris(SBSP)

celle solari
I pannelli solari nello spazio possono sfruttare una luce solare molto più forte di quella che arriva a terra. – Androiditaly.com

In tutto il sistema SBSP dovrebbe comprendere 25 satelliti di grandi dimensioni, per la precisione con una massa pari a 16 volte quella della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e con il doppio della sua superficie. Trovandosi in orbita a circa 36.000 km dalla superficie terrestre ogni modulo potrebbe raccogliere una luce solare molto più forte. Circa il 60% dell’energia del Sole viene persa attraversando l’atmosfera per il processo di riflesso. Sempre in orbita si troveranno inoltre dei collettori solari per ottimizzare l’accumulo dell’energia.

Tutti i satelliti del programma Solaris dovranno seguire la rotazione terrestre in modo da rimanere irraggiati per il maggior tempo possibile, circa il 99% del percorso. Un sistema simile viene eseguito con i pannelli solari bifacciali degli impianti a terra, che essendo presenti su entrambi i lati “seguono” il Sole.

L’ESA crede che così facendo ogni modulo potrebbe produrre ben 15,7 TWh all’anno. In questo modo da solo il sistema SBSP potrebbe soddisfare il 10% del fabbisogno energetico dell’Unione Europea previsto per il 2050.

 

🔴 FONTI: interestingengineering.com

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