Toliman, la nuova missione per cercare la vita su Alpha Centauri

La missine Toliman pone al centro dell’osservazione il sistema a tre stelle della vicina Alpha Centauri alla ricerca di pianeti abitabili

Alpha Centauri ha rappresentato sempre un oggetto di studio molto interessante per tutti gli studiosi del cosmo. In prima battuta perché  termini di distante interstellari è quanto di più prossimo sia rispetto al sistema solare, essendo a soli 4,37 anni luce dal Sole. Ma anche perché per le sue specifiche caratteristiche è quanto di più analogo ci sia rispetto al nostro.

Oggi grazie ad un progetto sviluppato grazie alla partnership tra enti privati sarà possibile sollevare la nube che avvolge uno dei misteri dell’universo. La missione Toliman nasce quindi dalla collaborazione tra l’Università di Sidney, il team dell’australiana Saber Astronautics, il Breakthrough Initiatives ed infine il Jet Propulsion Laboratory della NASA.

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La scelta del patronimico è legata ad uno dei nomi con i quali nell’antica lingua araba era identificato il sistema di Alpha Centauri, conosciuta anche come Rigel Kentaurus o Rigil Kent.

La missione Toliman e gli obiettivi che si pone

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Il perno delle attività prevede il lancio in low Earth orbit (LEO) di un potente telescopio, da effettuarsi entro il 2023. A questo strumento è affidato il compito di scandagliare  Alpha Centauri A e B alla ricerca di pianeti abitabili.

La loro esistenza era già stata ipotizzata dal team di ricerca guidato dal Prof. Peter Tuthill dell’Università di Sidney. Questo gruppo di ricercatori ha utilizzato i modelli matematici a loro disposizione per identificare la probabile presenza di esopianeti.

A questa categoria appartengono tutti quei corpi celesti che, grazie alla giusta distanza rispetto alla stella del loro sistema di riferimento, sono in grado di avere un’atmosfera propria e dell’acqua allo stato liquido. A Toliman dunque è affidato il compito di confermare questo studio. E aprire quindi la strada all’esplorazione interstellare.

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Qualora la missione fosse in grado di dare consistenza nell’identificazione degli esopianeti infatti, gli obiettivi della ricerca spaziale riceverebbero un fondamentale contributo, andando a costituire una bussola conoscitiva all’interno dello stesso spazio. Questo spiega infine come siano importanti gli intenti della missione che potrebbe apportare un contributo rivoluzionario rispetto alle informazioni raccolte dagli studi condotti fino ad ora.

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