Andy Rubin in persona vigilerà contro la frammentazione di Android

Logo di AndroidLa natura open source di Android ha fatto si che venisse adoperato come sistema operativo di innumerevoli terminali di svariati produttori in tutto il mondo. Se da un lato ciò è stato un elemento fondamentale per la sua diffusione, dall’altro l’apparente assenza di regole ha avuto come conseguenza il fenomeno della frammentazione.
I terminali presenti sul mercato presentano versioni diverse di Android e non tutti i produttori rilasciano aggiornamenti a versioni più recenti, se non dopo svaraiti mesi. Sembra che adesso le cose stiano per cambiare e che Google abbia deciso di rafforzare le clausole di non frammentazione negli accordi con i costruttori.

Grafico sulla frammentazione di Android
Secondo quanto riportato da Bloomberg, d’ora in poi le grandi case che vorranno avere accesso in anticipo alle nuove versioni di Android dovranno presentare i loro piani a Google per ricevere l’approvazione di Andy Rubin. Il capo del progetto Android vigilerà sulle personalizzazioni dell’interfaccia, e sugli accordi delle case con elementi terzi come Facebook e Microsoft.

Cominciano a girare voci secondo cui Google avrebbe ostacolato il lancio di un telefono con l’operatore Verizon perché avevano intenzione di usare Bing come motore di ricerca predefinito. La decisione di rinviare il lancio del codice sorgente di Honeycomb andrebbe anch’essa in questa direzione e si somma ai motivi di malumore che serpeggiano tra i costruttori.

Google afferma che le sue procedure di accettazione riguardano il controllo della qualità, l’eliminazione precoce dei bug e la costruzione di un denominatore comune per l’esperienza d’uso. Altri non sono così diplomatici, come il capo di Nokia che afferma di aver preferito accordarsi con Windows perché ciò gli garantirebbe una maggiore libertà di innovazione di quanto permetta Android.

Approfondimenti: Bloomberg

Fonte: AndroidCentral 

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